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Pensierini di fine anno su elezioni e selezioni

di Michele Boero | 21.12.2012 - ore 20:01


CAGLIARI – Ora lo possiamo dire: è stato un successo. Più di 100 allenatori sardi sui 368 aventi diritto si sono recati alle urne per le elezioni dei delegati dei tecnici. Una percentuale elevata, se si confronta col resto d’Italia (media nazionale: 16%), ma soprattutto con l’affluenza della passata consultazione, quando il numero di votanti nell’Isola superò a stento la doppia cifra.

Gli allenatori sardi, recandosi alle urne, hanno testimoniato la volontà di sentirsi protagonisti delle scelte che riguardano la loro attività ed hanno mandato un segnale a chi governa le sorti della pallacanestro nazionale, e soprattutto a chi gestisce il movimento locale.

Già, il comitato regionale sardo. Dapprincipio non ha divulgato informazioni sull’appuntamento elettorale (un solo scarno comunicato inviato per email verso metà novembre, poi silenzio assoluto), dopodiché ha virato improvvisamente verso un’informazione a tappeto, chissà quanto casualmente visto che due ore prima l’inizio di questo tam tam era comparso un post su facebook e gli allenatori avevano cominciato a ricevere mail dove li si esortava a partecipare.
 
Di più, il Comitato Regionale, venuto a conoscenza che attorno alla candidatura di Giovanni Gebbia (a sua volta sostenitore di Valerio Bianchini nella corsa al posto di rappresentante degli allenatori nel prossimo C.F.) si stava organizzando un gruppo di allenatori sardi, ha risposto con una contromossa, una candidatura diciamo "di bandiera", promossa e sostenuta senza la dovuta informazione, una candidatura non annunciata dai promotori né tantomeno illustrata dal diretto interessato : alzi la mano chi era a conoscenza del programma del candidato autoctono, di chi questi sosteneva e di come intendeva ottenere i voti utili per l’elezione che, stante il meccanismo elettorale, concedeva una chance solo a chi poteva contare su un sostegno non limitato alla sola regione di appartenenza.
 
Coloro i quali si intendono di strategie elettorali, potrebbero pensare a questo punto che la candidatura "di bandiera" fosse un espediente del CR sardo il quale, risoluto ad appoggiare il candidato antagonista di Bianchini (l’ex-coach esperino Gianni Zappi), intendeva con questa mossa favorirlo sottraendo voti a Gebbia, il che avrebbe avuto una ragion d’essere. Ma gli inquilini di via Rockefeller hanno ben pensato di istruire il loro candidato a dichiarare che anch’egli appoggiava Bianchini, con strazio di ogni senso logico.
 
In realtà è chiaro a tutti che l’obiettivo, peraltro raggiunto,  era quello di dividere il fronte degli allenatori, perché è noto che l’unione fa la forza e non si sa mai, se si crea qualche gruppo magari numeroso, possano venire fuori idee "sovversive" ma solo perché diverse da quelle di chi in questo momento manovra le leve del comando.
 
"Last but not least", a due settimane dall’apertura delle urne non sono stati ancora resi noti i dati relativi al numero dei votanti ed ai risultati dei collegi sardi (Cagliari e Sassari), forse un utile stratagemma per evitare che  qualcuno possa cimentarsi in un’analisi del voto e trarre ispirazione per idee sediziose…
 
Missione (per il CR) compiuta quindi? Direi di no, perché comunque le elezioni hanno fatto sì che gli allenatori si svegliassero dal loro rassegnato torpore per discutere, proporre, confrontarsi. Questa esperienza può rappresentare la base di partenza per la rinascita degli allenatori sardi, solo che le tante energie positive presenti nella nostra regione abbiano la volontà di mettere la propria competenza al servizio di un progetto unitario che si ponga come obiettivo principale la crescita culturale del movimento, prima che le sabbie mobili del pressapochismo e dell’incompetenza lo trascinino in basso al punto di non ritorno.
 
Infine, invito alla lettura di questo estratto da un articolo di Enrico Campana sulle elezioni per il rinnovo del CR Calabria, articolo che mi sembra di stretta attualità in riferimento alle vicende della nostra regione:
 
Curiosità per un programma "molto sociale" che richiama all’etica e al senso di missione e quindi di grande attualità nel contesto del paese. Questo il "claim" della lista-manifesto per il rinnovo del Comitato Regionale della Calabria che in qualche modo si fa carico di avviare un tentativo di rinnovamento. Che non sarà  nelle persone (di fatto il candidato a presidente è il precedente presidente), quanto in un nuovo modo di intendere la cultura sportiva che deve essere basata non tanto su favoritismi, distribuzione di poltrone, promesse per mantenere il potere, quanto su trasparenza, rispetto delle regole, coerenza, correttezza, etc.
 
Tre sono i passaggi del programma che meritano attenzione e possono creare una scossa nella politica piatta o invasiva che ha contribuito la sua parte allo scadimento dell’organizzazione cestistica:
 
1) il rifiuto di alcuna deroga, né da chiedere a Roma né da concedere nel proprio territorio: le norme devono essere pensate e scritte per bene (non come quella sul trasferimento dei giovani, ad esempio) e se comunque ce ne dovessero essere da modificare, ci si fa promotori di una diversa proposta, senza adattamenti e cambiamenti in corsa.
2) le cariche non potranno avere una durata superiore ai due mandati, per evitare la ricerca del mantenimento della poltrona attraverso la solita politica dei favori e delle concessioni e per garantire rinnovamento
3) le cariche che da statuto devono essere nominative lo saranno, ma anche tramite una consultazione della base.
 
Chi ha orecchie per intendere, intenda.

 
P.S.: a proposito di trasparenza, qualcuno per caso è riuscito a sapere come mai la società Su Planu Selargius non è stata sanzionata per il suo ritiro dal campionato di serie D, come prevedono gli articoli 12 e  13 del regolamento esecutivo? Non vorremmo che qualcuno pensasse che, come nella fattoria degli  animali di Orwell, "tutti sono eguali ma qualcuno è più eguale degli altri", soprattutto se quel qualcuno fa parte dell’establishment.
 
P.P.S.: sempre a proposito di trasparenza, potrebbe di grazia il comitato spiegare a noi poveri di spirito quali requisiti possiede Antonello Restivo per poter allenare la rappresentativa U14 della Sardegna al Trofeo delle Regioni? A quanto è dato di sapere, coach Restivo vanta importanti e rilevanti (sia detto senza ironia) esperienze alla guida di squadre senior, ma non risulta che abbia maturato la stessa esperienza in ambito giovanile. Poi magari ci sbagliamo, ma per evitare questi errori non sarebbe opportuno mettere on line il curriculum dei nominati/prescelti dal comitato per rivestire ruoli operativi?
Se qualcuno intende esprimere un parere su questa scelta del comitato, lo può fare su facebook nella pagina dell'Associazione Culturale IsolaBasket.it (http://www.facebook.com/groups/isolabasket). Sempre che non abbia paura di eventuali rappresaglie…
 
Buon Natale a tutti!!


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