Domenica 23 Luglio 2017 - 06:37

Sito d'informazione on line dal 2001

IsolaBasket.it

Sito d'informazione on line dal 2001



Cinque domande a... Giuseppe Pirisi

di Luigi Alfonso | 20.11.2014 - ore 06:19


Giuseppe Pirisi

Giuseppe Pirisi, bancario sassarese di 53 anni, centinaia di partite giocate con la maglia della Dinamo costruita pazientemente dall’avvocato Dino Milia (quella di Guarino, Milia, Doro, Garbato, Castagna, Carrabs e Cesaraccio). Un esempio di dedizione e attaccamento alla maglia, onorata con rimbalzi e canestri che gli sono valsi rispetto e stima anche da parte degli avversari.
 
Pirisi, hai fatto parte della Dinamo degli albori. Quando ancora si giocava sui campi in asfalto o cemento. Che effetto fa vederla così in alto?
"Non erano proprio gli albori, infatti la Dinamo è stata fondata nel 1960 e prima della nostra generazione aveva fatto divertire i sassaresi in un primo tempo al ‘Meridda’ e poi al mitico palazzetto Coni. Come è facile immaginare, mi pare un sogno leggere sui giornali ‘La Dinamo vola a Madrid per affrontare il Real’. Siamo sicuramente su ‘Scherzi a parte’! Ai tempi della nostra serie D, la Nuova Sardegna scriveva: ‘Trasferta ostica a Cagliari tra Dinamo Olio Berio Sassari e Cral Enel’. Con tutto il dovuto rispetto".

Alla Dinamo ora occorre un Palazzetto nuovo e più adeguato alle esigenze attuali. Quale strada bisogna seguire?
"Mi pare che Stefano e Carlo Sardara non abbiano bisogno di consigli. La Dinamo deve diventare un’impresa e, come tale, magari aprirsi ad un azionariato popolare generando utili. Il punto di partenza non può che essere la struttura polivalente ed eclettica che hanno in animo i due fratelli".

Gli italiani quest’anno fanno molta panchina, Cusin ha preferito andare a Cremona pur di giocare, si rischia di perdere Tessitori. È l’unico modo per inseguire il sogno scudetto?
"No, l’altra strada la sta perseguendo con moltissimo coraggio la Grissimbon. È sicuramente molto rischiosa, ma altrettanto affascinante. Il settore giovanile deve avere solide basi organizzative ma anche strutture dove praticare lo sport. Penso allo scandalo della palestra di proprietà del Coni, intitolata ad un grandissimo della pallavolo sarda, Pierpaolo Peru, e chiusa da anni. Sottratta alla città di Sassari".

Che cosa ti piace e cosa non ti piace del basket attuale?
"Mi affascina quasi tutto, lo vedo anni luce lontano dal basket degli anni 80. Basta comparare pochi fotogrammi in bianco e nero con l’HD di Fox Sport. Forza fisica, atletismo, organizzazione di gioco. Un’altra cosa".

Sono lontanissimi i tempi dei derby con Cagliari. Il basket sardo, a parte Dinamo Sassari e Cus Cagliari, non gode di ottima salute. Perché la base mostra questa sofferenza, nei numeri e nella qualità?
"Nonostante gli annunci, non si è avuto un effetto osmotico con la Dinamo. In tutto questo manca l’apporto della scuola (vedi Lituania) e dei Maestri dello sport (per esempio Ermanno Iaci). Per molte società sarebbe necessario ripartire da un salutare derby con il Cral Enel, tanto per citare una società del passato che ricordo con affetto".


© RIPRODUZIONE RISERVATA






INVIACI NEWS/RISULTATI/TABELLINI SEGNALACI UN ERRORE