Venerdî 23 Giugno 2017 - 07:09

Sito d'informazione on line dal 2001

IsolaBasket.it

Sito d'informazione on line dal 2001



Quando le partite si giocavano all'aperto...

di Massimo Usai | 19.12.2014 - ore 12:45


Il campo del Bar Pilade negli anni '70

CAGLIARI - Quando si giocavano le partite all’aperto, nei campi in cemento o addirittura in quelli a mattonelle e non era assicurata la presenza di un medico. Era raro disputare partite dei campionati giovanili o minori al coperto. Sembra un secolo fa. Eppure allora, la domenica mattina – che ci fosse freddo, caldo, pioggia o vento – le gare si svolgevano in ogni caso. I giocatori stessi, con qualche loro amico tesserato in qualità di dirigente, si affrettavano ad allestire il campo, posizionando tra le panchine un tavolino con cinque palette per i falli, un cronometro a lancette e due palette con l’apposito sostegno per evidenziare quando si arrivava ai fatidici dieci falli. Gli arbitri redigevano il referto, ma non era necessario avere le penne nera e rossa per distinguere il primo tempo dal secondo. In qualche campo non esisteva neppure lo spogliatoio: o arrivavi già pronto, oppure ti cambiavi in campo.

I canestri non erano come quelli di oggi, con l’anello snodabile: si andava da un falegname, gli si davano le misure e poi gli stessi giocatori lo verniciavano. Lo stesso accadeva quando, ad inizio della stagione, bisognava ritracciare le linee nel campo (ancora non esisteva quella dei tre punti, prerogativa tutta americana).

E poi, vogliamo parlare degli arbitri? Arrivavano una mezzoretta-tre quarti d’ora prima dell’inizio della gara, giusto il tempo per fare una sgambata intorno al campo, fare il riconoscimento dei tesserati (in campo) e poi via, pronti a giocare. I giocatori, prima di iniziare la partita, facevano il pronostico vedendo arrivare un arbitro piuttosto che un altro. In quel periodo, stiamo parlando della fine degli anni ‘70 o dell’inizio degli ‘80, gli arbitri più conosciuti e più "temuti" si chiamavano Loris Pinna, Giampaolo Itzi, Giancarlo Carruxi, Francesco Mulas, Giacomo Serreli (già allora noto giornalista di Videolina), Luciano Murino, Mario Serra, Domenico De Meo, Piero Fanni, Roberto Masala, Aldo Limbardi, Roberto Pecorini, Enzo Schirru. Questi erano i più temuti perché applicavano il regolamento alla lettera. Poi c’erano quelli che, forse perché più giovani, erano più disponibili e propensi al dialogo: sto parlando di Massimo e Valeria Vidini, Gianni Fiori, Paolo Midiri, Luigi Alfonso, Maurizio Porceddu, Stefano Putzolu, Alessandro Bertocchi, Massimo Ibba, Sergio Spiga e Riccardo Susmel.

Di questi arbitri potrei raccontare centinaia di aneddoti, episodi realmente accaduti nel periodo in cui seguivo da dirigente il Bar Pilade (l’Alfa Basket Cagliari), quando militava nel campionato di Prima Divisione. Eravamo negli anni tra il 1975 e i primi anni ‘80. Le partite in casa si svolgevano nel campo di via San Carlo Borromeo, il campo da gioco era in mattonelle, con delle parti sconnesse che mettevano alla prova i giocatori più dotati tecnicamente. Una domenica di primo mattino, con la temperatura decisamente bassa e le linee del campo tracciate da poco, alla prima palla due l’arbitro Loris Pinna scivolò sul campo, a causa dell’umidità. Quando si rialzò, si ritrovò i pantaloni e la maglietta grigia imbrattati di vernice gialla!

Sempre nel campo del Bar Pilade, un giorno si giocò una partita infuocata, come d’altronde accadeva ogni domenica. A bordo campo, come sempre, un pubblico numeroso e appassionato. Confuso tra la folla, un affezionato tifoso della squadra di casa che, non contento dell’arbitraggio, ad un certo punto entrò in campo e si impossessò del fischietto della "giacchetta grigia" Stefano Putzolu. Il tifoso emise un fischio, rimarcando – tra l’ilarità generale – il fatto che l’arbitro dovesse usarlo. Episodi simpatici che hanno fatto la storia del basket minore e di periferia. Aneddoti difficili da dimenticare, che strappano sempre un sorriso. Anche a distanza di decenni.


© RIPRODUZIONE RISERVATA






INVIACI NEWS/RISULTATI/TABELLINI SEGNALACI UN ERRORE