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Il giallo dello striscione per Meo "scomparso" e poi ritrovato

di Alberto Garau | 03.04.2017 - ore 09:30


CAGLIARI - Ieri per i sostenitori della Dinamo è stato il "Meo Sacchetti Day". Il coach dello storico ed incredibile "triplete" è stato accolto al PalaSerradimigni, ma anche all'aeroporto di Alghero, da tanti applausi e da alcuni striscioni. Ma non è stato tutto rose e fiori. Ne sanno qualcosa gli artefici dello striscione recante la scritta "Un coach, un padre, un amico, grazie per le grandi emozioni" che hanno dovuto tribolare, e non poco, per poterlo esporre.

Questo l'amaro sfogo su facebook di Angela Buccudu, una delle tante super tifose biancoblu sempre presenti al PalaSerradimigni:

"Devo denunciare un fatto molto grave accaduto oggi al palaserradimigni: un furto, uno sporco atto vile fatto nell'anonimato. Lo voglio denunciare perché spero che la persona o le più persone che l'hanno commesso possano uscire allo scoperto e avere il coraggio di dire che sono state loro ma soprattutto dare una spiegazione plausibile delle motivazioni che le hanno potute portare a compiere questo gesto.
Dirò qui di seguito come si sono svolti i fatti poi ognuno si farà una propria idea.
Abbiamo preparato uno striscione per Meo Sacchetti con una frase che esprimeva solo stima e affetto nei suoi confronti. Niente di offensivo per nessuno, niente di ambiguo, niente di polemico, niente di pungente, niente di cattivo. Una semplice frase affettuosa che diceva: "Un coach, un padre, un amico, grazie per le grandi emozioni."
Abbiamo posizionato lo striscione vicino alla balaustra dei distinti B per poi poterlo sollevare, ma quando siamo tornati lo striscione non c'era più.
Non riuscivamo a spiegarci il motivo di questo furto. Abbiamo chiesto ai ragazzi della sicurezza e ci hanno detto che non sapevano niente.
A quel punto, non sapendo a chi rivolgerci per ritrovare ciò che era stato rubato, io, personalmente, ho parlato con una persona della società dinamo che conosco e stimo molto. La persona in questione non era a conoscenza di chi avrebbe potuto fare una cosa del genere e ci ha aiutato nelle ricerche chiedendo informazioni al custode e alle forze dell'ordine ma nessuno di loro aveva visto niente. Ad un certo punto, non sappiamo bene come, la persona della società che ci ha aiutato abbia fatto, ma ha ritrovato lo striscione dietro ad un tavolo in una parte del palazzetto riservata, ingresso uffici, sala stampa credo o qualcosa del genere, non so cosa ci sia esattamente perché da tifosa non ero mai entrata nelle parti del palazzetto riservate. La persona, che ringrazio perché ci ha aiutato a ritrovare un qualcosa che oltre al valore economico, aveva soprattutto un valore affettivo molto grande, mi ha comunque detto di non aprire lo striscione nei distinti b. Non capivo il motivo, perché non mi è stato spiegato ma ho deciso di accettare questo compromesso. Ho chiamato le altre persone coinvolte e siamo andati nel settore D, dove però ci è stato detto che non c'era spazio per il nostro striscione perché, giustamente, avevano già organizzato gli spazi per gli striscioni preparati da loro.
Siamo tornati nel settore B dove abbiamo deciso di esporlo ragionando sul fatto che non stavamo facendo del male a nessuno ma esponendo solo una frase dal contenuto benevolissimo per ringraziare e mostrare affetto ad una persona che in tanti anni ci aveva riempito di emozioni in quel palazzetto. Abbiamo aperto lo striscione tra le minacce del personale della sicurezza Dinamo che continuava a dirci che quello striscione non doveva essere aperto e difronte al nostro polemizzare sul fatto che quello striscione non aveva scritto niente di negativo ma un semplice "Un coach, un padre, un amico. Grazie per le grandi emozioni", ci dicevano "lo sappiamo e avete ragione ma noi abbiamo ricevuto questi ordini".
Scrivo questo dopo aver provato tanta amarezza nell'aver visto trasformare un momento che doveva essere soltanto un bellissimo momento fatto di sentimento, emozione e gratitudine in un orrendo incubo in cui qualcuno senza dirci niente ha rubato ciò che era nostro e l'ha nascosto e poi siamo stati sommersi di minacce immotivate.
Mi piacerebbe che, chi ha compiuto tutto ciò, abbia le palle di uscire allo scoperto e di spiegare a tutto il pubblico del palaserradimigni, e a tutti coloro che hanno provato sgomento di fronte a questo fatto, il motivo per cui è stato fatto. Il motivo potrebbe essere una censura? Non so. Ma censura di cosa? Censura di un affetto? Censura di una gratitudine? Poi ci chiediamo perché il male prevalga sul bene. Perché ormai non si censura più la violenza o la cattiveria, si censurano i sentimenti belli, profondi e positivi.
Mi dispiace perché per molti di noi doveva essere una bella serata di sport ma anche di emozione nel vedere rimettere piede al palaserradimigni, colui che in quel palazzetto emozioni ce ne ha date tante e non parlo solo delle vittorie... dello scudetto o delle varie coppe, parlo delle emozioni di un coach che ha portato molti di noi ad amare il basket, ad amare la Dinamo, di un coach che era un padre di famiglia e ci emozionava con i suoi modi di fare, di un coach che ci emozionava quando Travis scagliava le bottigliette e gli urlava contro per averlo sostituito, e lui lo perdonava sempre come un padre perdona le monellerie ai suoi bambini, di un coach che ci emozionava perché dava poco spazio al figlio Brian ma era il più orgoglioso di tutti quando lui faceva bene, di un coach che ci emozionava quando sono arrivati i trofei e lui si è messo in un angolo a guardare commosso i suoi ragazzi che festeggiavano, per gustare la loro gioia come un padre gusta la gioia dei propri figli orgoglioso di averli portati a gioire.
Sono solo emozioni e bei ricordi che nessuna censura potrà mai cancellare dall'animo di molti di noi. Ed è veramente triste vedere che anche nella vigilia di questo evento, noi tifosi Dinamo, siamo riusciti a rovinare tutto facendo quello che ormai è diventato il nostro sport preferito: creare due fazioni. Anche questa volta ancora quella brutta cosa di chi si erge a buon tifoso volendo per forza far passare gli altri per tifosi infami. Questa cosa così antipatica si può arrivare ad accettarla quando qualcuno accusa di non essere un buon tifoso colui che esprime delle critiche verso la squadra ma arrivare a fare degli schieramenti e definire non tifosi coloro che volevano dare il giusto tributo a Meo Sacchetti, ridacchiare e sfottere coloro che hanno sentito di andare in aeroporto ad accoglierlo e dargli un regalo, e compiere i gesti di oscuramento che si tentavano di fare stasera verso l'affetto nei suoi confronti, è veramente qualcosa di inspiegabile.
Persone che quando Sacchetti era qua, si facevano 300 foto con lui e se le mettevano come immagini del profilo... ma allora veramente dietro a tutti questi selfie con giocatori o allenatori, non c'è stima o passione, solo esibizionismo e voglia di far vedere il proprio faccione immortalato insieme al loro.
Chiudo il lungo trattato dicendo:
Sono una grande tifosa Dinamo e chi mi conosce sa quante pazzie faccio per la Dinamo e a che livelli arrivi la mia passione.
Sono un'estimatrice di Meo Sacchetti, mi ha fatto innamorare del basket, lo reputo un grande allenatore e una grande persona e non smetterò mai di ringraziarlo per le emozioni ricevute.
Amo Travis Diener, lo reputo un genio del basket, negli anni a Sassari mi ha fatto sognare e ringrazio ancora chi ci ha fatto il regalo di portarcelo a Sassari.
Adoro David Logan, è il mio cestista preferito, lo reputo un giocatore completo dalle mille soluzioni di gran classe ed eleganza e ringrazio di averlo potuto vedere giocare da noi, dal vivo, per due stagioni.
Se c'è qualcuno che pensa che queste ultime tre cose non possano coesistere con la prima e se questa cosa vi crea problemi, risolveteli! Io grazie a Dio vivo di emozioni e sentimenti positivi. La cattiveria e la bassezza la lascio agli altri. Attendo di sapere chi si è reso colpevole del furto dello striscione e le sue sincere motivazioni."


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