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La Dinamo attende l'Unics Kazan per il penultimo appuntamento casalingo

di Andrea Frau | 04.12.2014 - ore 01:47


foto Nurislam Ismagilov (sito ufficiale Unics Kazan)

CAGLIARI – Sfida tra deluse quella tra Dinamo e Kazan. Entrambe le squadre occupano gli ultimi posti di un girone di Eurolega in cui era plausibile aspettarsi qualcosa in più specialmente dai russi, dopo gli investimenti importanti di quest’estate. Non sono bastati i soldi e i tanti giocatori a colmare il vulnus di assoluta inesperienza, e i risultati dimostrano quanto sia stato altalenante il cammino dell’Unics.

Non c’è più Pedoulakis sulla panchina di Kazan ed è stato richiamato Pashutin dopo i deludenti risultati di questa prima parte di stagione europea. La squadra è di assoluto livello, intendiamoci, ciò che è mancato è mancata la giusta amalgama, anche perché le due recenti vittorie contro Real ed Efes parlano di un roster potenzialmente pericolosissimo.

Fulcro della squadra è, e rimane, il nucleo americano formato da White, Langford e Jerrells: all’andata hanno raggiunto la doppia cifra facilmente tutti, ma è chiaro che lo staff russo si attenda continuità, specialmente da Jerrells. L’ex play di Milano ha griffato la sfida di Madrid con ben 23 segnature personali, dimostrando di poter essere esiziale laddove accompagnato da una serata di grazia.

Pashutin ha notevolmente ridotto le rotazioni, puntando su 8 giocatori e aumentando le responsabilità dei singoli. L’asse greco Zisis-Kaimakoglu all’andata si è rivelato ostacolo insormontabile, con il lungo autore di una gara da protagonista, sommando agli 11 punti messi a referto ben 8 assistenze, segno inequivocabile di completezza e di come Kaimakoglu sia stato indigesto per la difesa sassarese. Caratteristiche tecniche e fisiche fanno propendere per una sua prestazione di livello anche in questa gara di ritorno, ma dopo i soli 2 punti contro il Real è giustificato aspettarsi qualche mossa da parte di Sacchetti.

Fischer, 12 punti all’andata, ha impreziosito il proprio ruolino con i 25 della notte spagnola. Contro Sassari il suo peso e i suoi centimetri avevano inciso; riusciranno i sardi a mettere freno al dominio fisico del giocatore americano?

Chi invece sta mancando all’appello è Sankidze, georgiano ex Bologna e Siena che non ha reso secondo quanto lo staff di Kazan si aspettava. Inconcludente nelle ultime due gare, l’ala della squadra russa è retrocessa nelle rotazioni di Pashutin, e sarà arduo per lui riconquistare il posto, specialmente a discapito di White.

La gara contro l’Unics arriva in un momento delicatissimo per la Dinamo: le recenti critiche sembrano aver scosso l’ambiente e iniziano a trapelare voci non ufficiali di messa in discussione di qualche giocatore illustre come Dyson. Nessuna conferma, e ci mancherebbe altro, ma è naturale che dopo il passo falso contro l’Orlandina, i tifosi attendano pronta reazione.

Non sarà semplice e Sacchetti lo sa bene. Il coach della Dinamo ha parlato, prima della gara contro i russi di "processo di crescita inevitabile, con tutte le difficoltà del caso; continuiamo a giocare per vincere in Eurolega, ma era inevitabile pagare l’inesperienza". Sempre Sacchetti sulla sua squadra: "Sono cambiati molti uomini rispetto allo scorso anno ed è naturale che il tipo di gioco sia cambiato. Con questo gruppo nuovo stiamo cercando di leggere meglio le situazioni e affrontare al meglio le partite. Dobbiamo migliorare nell’ultimo passaggio". Ultime parole dedicate ai due trascinatori emotivi di questa edizione di Sassari, Devecchi e Lawal: il progetto, perché di questo ha parlato il coach dei sardi, non può prescindere da uomini di questo livello.

Queste, invece, le parole del coach dell’Unics: "Sarà per noi una partita molto importante. I nostri avversari giocano una pallacanestro molto rapida, sono validi dall’arco ed in uno contro uno. La Dinamo ha uno stile di gioco aggressivo e predilige il pressing. Per noi sarà necessario controllare il ritmo della gara. In difesa dobbiamo prestare attenzione ai rimbalzi, Lawal è particolarmente pericoloso in questo. Sanders, Logan e Sosa tirano bene da tre e sono rapidi ed aggressivi. Dovremo mantenere la concentrazione per tutti i 40 minuti. In attacco potremo giocare le nostre carte, cercando di non affrettare le conclusioni".  

La Dinamo ha la chance di poter giocare finalmente, e realmente, senza lo spettro del risultato: l’Eurolega, almeno per quest’anno, è andata, e non resta che salutare un simile palcoscenico con quel gioco spumeggiante tanto ammirato in Italia e non solo.


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