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Wheaton 2015, venerd́ la "palla a due"

29.12.2014


CAGLIARI - Ai primi di gennaio il torneo intitolato a Michael Wheaton taglierà il sedicesimo nastro. Il mago Ermanno Iaci, patron della Scuola Basket Cagliari–Astro, anche quest’anno – pur tra tante peripezie e notevoli sforzi economici – è riuscito a organizzare questa manifestazione giovanile in memoria di un ragazzo scomparso a soli 17 anni: un giocatore che ha calcato per poco tempo il campo della palestra di via Talete ma, da subito, è stato accolto come un figlio da parte di tutti.

Michael aveva da subito legato con tutti i tesserati e le loro famiglie, e tutti noi gli volevamo bene. La squadra dove era stato inserito era composta da suoi coetanei, appartenenti alle annate 1982–1983. Dal primo giorno si era amalgamato con i suoi nuovi compagni. L’allenatore di quella squadra, Lello Asunis, si era prodigato immediatamente per inserirlo nell’ambiente: quello familiare che esiste ancora oggi al Cep. E Michael, con la sua semplicità, aveva legato senza alcun problema: dopo pochi allenamenti aveva stretto amicizia con giocatori, allenatore e dirigenti.

Quando apprendemmo della disgrazia, avvenuta negli Stati Uniti (proprio il giorno del suo compleanno, il 3 gennaio del 1999, ndr), fu un colpo per tutti noi, che lo avevamo conosciuto e apprezzato per la sua educazione e la spontaneità. Lo vedevamo sempre allegro e spensierato, e ancora oggi lo voglio ricordare così.

Il torneo si articolerà sia in campo maschile che femminile. Il maschile sarà riservato alla categoria "under 19", quello femminile invece vede impegnato la categoria "under 17". Il "Wheaton" aprirà le danze venerdì 2 gennaio: oltre alle squadre cagliaritane ci sarà anche stavolta la presenza della squadra di Morbegno (Sondrio), nel torneo maschile.  

Come al solito, grazie alla solidarietà e alla gentilezza che vige sempre nei genitori della palestra, i ragazzi che provengono da Morbegno, saranno ospiti nelle case degli atleti cepini. Saranno tre giorni intensi che vedranno i ragazzi impegnati sia sul parquet che fuori, insieme agli "ospiti" che dovranno imparare a parlare in sardo in quanto, come ogni anno alla fine del torneo, ci sarà anche un gara per premiare chi avrà imparato più parole in sardo.

Non resta che dare un "in bocca al lupo" agli atleti, raccomandando al pubblico di essere numeroso per incitare questi baldi atleti e atlete che si affronteranno in una sana competizione.


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Autore: MassimoUsai


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