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Caro genitore, se tuo figlio non studia non vietargli di fare basket ma....

di Andrea Martella | 02.03.2016 - ore 09:59


CAGLIARI - Lo studio è e rimane la cosa più importante, così come il merito, nella scuola e nella vita. Vivacchiare per la sufficienza stirata non prepara e investire nello studio è sempre importante e rappresenta un ottimo investimento. Studiare in Italia purtroppo non sempre garantisce il posto di lavoro, ma negli altri Paesi quasi sempre si, a patto di aver imparato qualche lingua straniera.

Detto questo, mi piacerebbe che fosse chiaro a molti genitori di cestisti in erba, in età di settore giovanile, quindi dai 12 ai 18 anni, che punire il ragazzo che non studia con la privazione dell'attività sportiva non è la soluzione, anzi rappresenta quasi sempre un "boomerang". Sul breve apparentemente paga, ma sulla lunga distanza questa scelta presenta tre gravi difetti:

1) promuove la dipendenza dell'adolescente dalle decisioni dell'adulto, e quindi ne sfavorisce lo sviluppo di una corretta autonomia (che non vuol dire che i ragazzi facciano quel che vogliono, ma che facciano quel che devono senza che qualcuno glielo debba ricordare);

2) mette le basi per la recidiva, magari l'anno successivo, quando il problema si ripresenterà immancabilmente;

3) quindi il ragazzo riterrà di non dover provvedere da solo, ma studierà solo quando forzato.

Meglio invece lavorare per creare nel ragazzo un buon metodo di studio e aiutandolo a suddividere intelligentemente il suo tempo, a scegliere gli impegni da prendere tra quelli a cui davvero tiene e invitandolo a tenervi fede. Bisogna inoltre assicurarsi che sappia gestirli, mettendogli anche degli obiettivi minimi da raggiungere nello studio e soprattutto monitorandolo fin da settembre nelle sue ore di studio, insospettendosi quando sono chiaramente insufficienti ed intervenendo tempestivamente, senza aspettare di intervenire quando la situazione scolastica è ormai precipitata e si tratta solo di "salvare il salvabile".

Inutile dire che tutto ciò causa un immane dispendio di tempo ed energie nervose da parte dei genitori, ma ha anche i suoi lati positivi: si avrà un figlio più autonomo, si risparmieranno soldi in ripetizioni a tappeto e le estati saranno finalmente più tranquille. Mi pare ne valga la pena, però i signori genitori sono liberissimi di continuare pure come già molti di loro fanno; i miei non sono precetti, ma solo consigli che ciascuno è libero di cestinare come crede!


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