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Maestosa Dinamo a Desio: la Coppa Italia resta a Sassari

di Erika Gallizzi | 22.02.2015 - ore 22:00


foto Marco Magosso

[foto Marco Magosso]

"Non succede, ma se succede…", è successo di nuovo. La Dinamo ha portato a casa la seconda Coppa Italia consecutiva tirando fuori dal cilindro una prestazione maestosa che ha messo alle corde la grande favorita Olimpia Milano. Punteggio finale di 101-94 per i biancoblù ed una partita ai limiti della perfezione. Quella perfezione che, di certo, c’è stata nel primo quarto, in cui il Banco ha annichilito i milanesi con una fulminea uscita dai blocchi, fatta di difesa con la bava alla bocca, un Logan immenso, le percussioni di Dyson ed i muscoli di Sanders. Ad 1’38" dalla prima sirena il tabellone segnava 33-15 per i sassaresi, accompagnati da oltre 200 tifosi accorsi per sostenere i propri colori e rivivere la grande emozione dello scorso anno. Intensità pazzesca e la mente che tornava al 5 ottobre, alla finale di Supercoppa, iniziata nello stesso, identico modo. Il secondo quarto iniziava ancora con Logan indemoniato dall’arco, ma una flessione era più che preventivabile e, infatti, Milano, migliorando la propria difesa, riusciva a riaprire totalmente la gara con un parziale di 8-0 nel giro di un minuto (con il la dato da un fallo tecnico fischiato alla panchina di Sassari), sul finire della frazione. Il terzo quarto, quello che ieri aveva consegnato ai biancoblù le chiavi della finale, era ancora una volta importante per togliere certezze ad una Milano in recupero. Una tripla di Kleiza, ad 8’43" dal termine del quarto, riportava l’Olimpia sul -1 (52-53), ma la Dinamo era straordinaria nella sua reazione. Tornava la difesa, Logan si incollava nuovamente ad Hackett in fase di costruzione del gioco ed i "men in red" scivolavano ancora a -15, complice un tecnico fischiato alla propria panchina. Ma i meneghini non mollavano e, sospinti da Ragland rientravano fino al -6. Una tripla di Sacchetti, a 3" dalla terza sirena, dava nuove certezze alla Dinamo e le permetteva di iniziare gli ultimi 10’ con maggiore serenità. Kadji da tre punti, poi un Sanders onnipresente aprivano il nuovo break, stavolta decisivo, della Dinamo, che non mollava più, nemmeno sull’ultimo -6 raggiunto dai milanesi con una tripla di Melli, ad 1’22" dalla fine. Per l’Olimpia restava solo la rabbia e la frustrazione per una Coppa che manca ormai da 20 anni. Mentre per la Dinamo, era ancora una volta apoteosi, coriandoli tricolore e David Logan premiato come Mvp, come l’anno scorso fu Travis Diener.

Ora a Sassari e nell’isola è il momento della festa, per un trofeo fortemente voluto e fortemente cercato, da una Dinamo come la si è vista troppe poche volte ancora. Ecco, può essere questa, con questo carattere, così squadra. Che sia l’inizio di una nuova consapevolezza, per andare dritti verso i playoff, squadra e tifosi, insieme.   


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